Non è Natale senza gl T’rcnell

Quando arriva il #Natale, non può mancare sulle tavole dei pescasserolesi gl t’rcnell, in italiano torcinelli, tipico dolce natalizio. 😋 I torcinelli sono dei dolci di pasta di pane impastati con patate lesse e semi di anice, vengono fatti lievitare fino al raddoppiamento del volume. Poi con le mani unte di olio si prelevano pezzetti di impasto si allungano leggermente attorcigliandoli e si friggono nell’olio bollente. Appena diventano dorati si scolano, si poggiano velocemente su carta assorbente e si tuffano in una mistura di zucchero semolato. Una bontà da non perdere… 😝 #Sagra del t’rcnell😋😋😋#Pescasseroli ❄️#8dicembre2018 🎆🎇 #Immacolata🌠 #tombadellaconcetta 🔥 #prolocoPescasseroli

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Gli altarini, testimonianza di fede

Spesso le incontri, non sempre ci soffermiamo a guardarle, ma esse,  vigilano sulla nostra vita, nei nostri vicoli, addossate alle nostre case, nei nostri bei quartieri, testimoni di una fede e di un’amore che i nostri avi hanno dedicato, da sempre  a Maria dedicandogli queste icone e questi altarini stupendi!
Ce ne sono tantissime ovunque …  Eccole!

La zucca usiamola per il risotto…

È davvero deprimente vedere sugli scaffali dei supermercati tutto il  necessario per decorare la propria festa di Halloween.

Siamo in un paese cristiano dove almeno il 90% di noi è battezzato: nessuno si fa qualche domanda a riguardo, nessuno che abbia un po’ di senso critico.  Niente si segue il nulla… Dobbiamo festeggiare, ma cosa? Chi?  E soprattutto perché? Come in tutte le feste non si festeggiano più i festeggiati ma si festeggia il business, ci si abitua a tutto, ma proprio a tutto, in nome del commercio.

Il rischio è di cedere al fascino del nulla, importare il vuoto da una nazione che come civiltà, spirito e società ha veramente poco da offrire.

Celebriamo  tutti i Santi e la zucca semmai mettiamola nel risotto, quello si che è il suo posto…

Un omaggio alle suore delle poverelle di Pescasseroli

A settembre ha chiuso definitivamente la casa delle suore delle poverelle a Pescasseroli e con essa si è la lunga storia che hanno scritto con i bambini, gli anziani e la comunità per 95 anni. Grazie!

La semplicità di una festa antica

Oggi, festa a Maria 🙌 festa storica, ultima delle feste mariane estive, legata al passato dove tradizione e spiritualità si mescolano​ a ricordo della transumanza dei nostri pastori, la nostra storia! 😊

Da oggi si ripartiva verso un nuovo anno di lavoro, nei campi, nel tavoliere, nei cantieri. Lontano dalle proprie case.
Vista tante volte, ma ciò che mi ha colpito questa volta è stata la semplicità di questa festa, quella vera, senza ori e ornamenti, senza sfilate di confraternite, senza fuochi d’artificio, una festa fatta di paese, di gente, di quelle feste in cui si conoscono tutti, una festa semplice perché autentica, come il passato, forse a ricordarci che è proprio nella semplicità la vera sorgente della bellezza! Buona transumanza a tutti!

Madonna del Rosario Pescasseroli (foto di don Andrea De Foglio, parroco di Pescasseroli)

#madonnadellaVittoria #madonnadelRosario #gemellaggioPescasseroliCandela

Quando il 1° ottobre suonava “Scuoletta”

Fino al 1977 il primo ottobre era in Italia la data di inizio di tutte le scuole e, poiché in questo giorno veniva celebrato San Remigio, i bambini di prima elementare erano detti “remigini“, non solo… Questo giorno è legato anche ad un ricordo molto bello per i più anziani…al suono di una campanella speciale dal nome simpatico.

E infatti ogni persona avanti negli anni, ama ricordare il 1 ottobre, ripetendo tra parenti e amici più piccoli “Oggi suonava Scuoletta“.

Si racconta che all’inizio dell’anno scolastico era tradizione che una delle quattro campane della nostra abbazia, la più piccola, chiamata appunto “Scuoletta” suonasse a festa  per invitare i piccoli a tornare sui banchi di scuola e per ricordare a tutti l’inizio dell’anno scolastico con una benedizione speciale. Il suono delle campane arrivava su tutta la comunità in quanto era considerata come una sorta di protezione. Erano i tempi in cui il suono delle campane scandiva il ritmo delle giornate, alle tre del pomeriggio ad esempio chi si trovava nei cantieri a lavorare o nelle botteghe artigiane interrompeva il proprio lavoro e sostava in silenzio qualche minuto, era chiamata l’”ora del Signore”.

Ancor oggi, fortunatamente, le campane con melodie che parlano al cuore scandiscono il tempo della comunità e con linguaggio universale ci fanno comprendere il significato della loro voce. Il loro suono a festa chiama i fedeli a partecipare con gioia al giorno del Signore o in qualsiasi giorno della settimana indicando loro quanto manca all’inizio della celebrazione, da loro sentiamo se cantano a festa o se soffrono per la morte di una persona.
Scandiscono le ore, allietano giornate invernali ed estive…

L’uso delle campane è ancora forte tanto che quando suonano a distesa per annunciare una festa o una importante celebrazione religiosa, il paese cambia aspetto e torna a vivere, perché il suono delle campane è vita e un tutt’uno con la storia della comunità e dei suoi abitanti.

Seminario sulla comunicazione: “Non si accende una lampada per metterla sotto il moggio”

Ciao amici, vi invito a partecipare al seminario che si terrà il prossimo 1 ottobre 2018, presso PIAZZA SAN CALISTO 16 – ROMA dalle ore 16.30 alle ore 20.00 visitate il sito di Retinopera   “Non basta fare le cose, ma dobbiamo comunicarle in maniera adeguata  perché oggi le sorti politiche e culturali si giocano nell’arena di social ….servono  immagini che smontino i luoghi comuni:  viviamo una bolla speculativa della comunicazione  con la gente che crede a cose che non ci sono(L. Becchetti – SIR 10.07.2018 Locandina programma 1 ottobre 2018 

Benvenuto nel sito delle cose belle

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